Purtroppo il tour è giunto al termine. Abbiamo imparato tanto e conosciuto tantissime persone disponibili. Non è stata una semplice "vacanza negli States" ma un viaggio che ci ha permesso di uscire dalla bolla di negatività che ormai sosta sopra il nostro paese, per conoscere un altra realtà di cui ci avevano raccontato solo a voce.
Non nascondiamo il fatto che la visita nelle aziende sia stata sicuramente affascinante, ma l'elemento di successo del tour, che è anche quello per cui consigliamo di partecipare vivamente a tutti gli studenti che vogliono aprire gli occhi, è il contatto diretto con le persone che vivono tutti i giorni le loro vite all'interno di questa realtà.
Non dimenticheremo mai le loro storie, i loro consigli e la loro luce negli occhi durante le nostre conversazioni.
Abbiamo capito che per avere successo serve preparazione, coraggio, pazzia, e soprattutto TEAM (e fortuna).
Ora sta a noi, provare a contagiare i nostri coetanei, a trasmettergli l'entusiasmo e le nostre esperienze maturate durante questa settimana in Silicon Valley.
Abbiamo tenuto questo blog per condividere in tempo reale la nostra esperienza con tutti, speriamo vi abbia interessato.
Vogliamo ringraziare tutti gli host che ci hanno ospitato e dato fiducia, le nostre guide, Carola, Lorenzo, Francesco ( Co-founder TAG Talent Garden Genova ) e il " Comandante della nave SVST " Paolo, per averci selezionato e permesso di partecipare e soprattutto vivere questa esperienza.
Un ultimo ringraziamento va ai nostri partner, TAG Genova e Ministero degli Affari Esteri, per aver sponsorizzato il nostro viaggio.
Ciao e grazie per averci seguito.
Filippo, Lea, Rubikha
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lunedì 31 agosto 2015
La fine ( o inizio ) del nostro viaggio
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Ubicazione:
San Francisco, California, Stati Uniti
mercoledì 26 agosto 2015
Serata SVIEC
Cos'è la SVIEC?
Silicon Valley Italian Executive Council, è un gruppo di technologic executive italiani e italo-americani (NIAF) che organizzano meeting per fare networking e tenersi aggiornati sulle tecnologie, leggi e relazioni pubbliche.
Silicon Valley Italian Executive Council, è un gruppo di technologic executive italiani e italo-americani (NIAF) che organizzano meeting per fare networking e tenersi aggiornati sulle tecnologie, leggi e relazioni pubbliche.
La Nostra Serata
Lo scopo della serata, iniziata tranquillamente con cena a buffet, è quello di socializzare. La parola d'ordine dal mentore del nostro tour, Paolo Marenco, è infatti "Networking".
A parte alcuni membri, già incontrati nei giorni scorsi come host ( HP e HyTrust ), tutti gli altri ci risultano sconosciuti.
Poiché questa era la nostra prima esperienza di networking eravamo timorosi su come confrontarci, essendo loro persone che hanno riempito la loro vita di lavoro e successi.
Solo dopo l'antipasto abbiamo capito di essere nella stessa stanza con alcuni membri importanti del settore scientifico di aziende come Netflix, Adobe, NASA, ecc.
Ad aiutarci a rompere il ghiaccio c'è stato il fortuito incontro con un nostro ex professore, Massimo Maresca, ora consigliere scientifico al consolato italiano a San Francisco.
I suoi consigli sono stati, impegno, e volontà, e anche lui ha ribadito come Francesca (Stanford) che una tale avventura richiede costi personali elevati.
Ha sottolineato che la preparazione data dalle università italiane non ha nulla da invidiare a quelle estere, ma ora come ora, in America, vi sono più opportunità.
Dopo aver chiacchierato con diverse persone e successivamente alla presentazione di Maria Poveromo, Vice President Communications Adobe, torniamo a casa con un bagaglio di informazioni e contatti che non dimenticheremo.
Al primo posto, l'importanza di avere un buon team.
Essere i primi a credere in se stessi e a quello in cui vogliamo fare.
Networking, networking, networking!
Sembrano considerazioni banali ma ci siamo resi conto che sono i pilastri per creare un'impresa.
Lo scopo della serata, iniziata tranquillamente con cena a buffet, è quello di socializzare. La parola d'ordine dal mentore del nostro tour, Paolo Marenco, è infatti "Networking".
A parte alcuni membri, già incontrati nei giorni scorsi come host ( HP e HyTrust ), tutti gli altri ci risultano sconosciuti.
Poiché questa era la nostra prima esperienza di networking eravamo timorosi su come confrontarci, essendo loro persone che hanno riempito la loro vita di lavoro e successi.
Solo dopo l'antipasto abbiamo capito di essere nella stessa stanza con alcuni membri importanti del settore scientifico di aziende come Netflix, Adobe, NASA, ecc.
Ad aiutarci a rompere il ghiaccio c'è stato il fortuito incontro con un nostro ex professore, Massimo Maresca, ora consigliere scientifico al consolato italiano a San Francisco.
I suoi consigli sono stati, impegno, e volontà, e anche lui ha ribadito come Francesca (Stanford) che una tale avventura richiede costi personali elevati.
Ha sottolineato che la preparazione data dalle università italiane non ha nulla da invidiare a quelle estere, ma ora come ora, in America, vi sono più opportunità.
Dopo aver chiacchierato con diverse persone e successivamente alla presentazione di Maria Poveromo, Vice President Communications Adobe, torniamo a casa con un bagaglio di informazioni e contatti che non dimenticheremo.
Al primo posto, l'importanza di avere un buon team.
Essere i primi a credere in se stessi e a quello in cui vogliamo fare.
Networking, networking, networking!
Sembrano considerazioni banali ma ci siamo resi conto che sono i pilastri per creare un'impresa.
Questa serata è stata illuminante, ma soprattutto ispiratrice.
Forse una delle cose più entusiasmanti e particolari di questa prima metà del tour.
Forse una delle cose più entusiasmanti e particolari di questa prima metà del tour.
HyTrust & Facebok
La prima tappa di questo terzo giorno del tour è HyTrust, start-up specializzata in sicurezza informatica. Ad accoglierci c'è Giampiero De Santis , in una stanza piena di quadri raffiguranti i brand per cui l'azienda ha lavorato. Colpisce il fatto che non ci sono solo grandi nomi di compagnie ICT (come Telecom Italia, Intel, Netflix) ma anche agenzie governative statunitense come CIA, NSI e FBI.


Dopo questa calda accoglienza iniziale, Giampiero ci racconta con grande passione di cosa si occupa, ovvero prodotti "proof of concepts" e di come la sicurezza informatica, avrà nei prossimi anni, sempre più importanza, poiché ci saranno sempre più dispositivi connessi alla rete.
Su questo argomento interviene Dario De Santis, che lavora nel campo dell'Internet of Things in un'altra azienda. Il suo compito è quello di creare una piattaforma online che si occupi di interconnettere tutti i dispositivi "Smart" tra loro. Il problema principale è la mancanza di uno standard di comunicazione comune per tutti questi device, quindi per risolverlo si è pensato di connetterli attraverso una topologia a stella, con al "centro" la web-platform. In questo modo la sveglia di una marca X, quando suonerà, comunicherà alla macchinetta del caffè Y di scaldarsi senza la mano dell'utente.
Su questo argomento interviene Dario De Santis, che lavora nel campo dell'Internet of Things in un'altra azienda. Il suo compito è quello di creare una piattaforma online che si occupi di interconnettere tutti i dispositivi "Smart" tra loro. Il problema principale è la mancanza di uno standard di comunicazione comune per tutti questi device, quindi per risolverlo si è pensato di connetterli attraverso una topologia a stella, con al "centro" la web-platform. In questo modo la sveglia di una marca X, quando suonerà, comunicherà alla macchinetta del caffè Y di scaldarsi senza la mano dell'utente.
Nel pomeriggio lasciamo la realtà di una start-up per passare a un colosso che sta divorando la Silicon Valley, Facebook.
La visita é molto turistica, facciamo un giro del campus accompagnati da una guida, che ci spiega che é una "cittadella" in cui si trovano bar, ristoranti, cinema, zone relax in cui i dipendenti,tutti ragazzi,( infatti l ' età media é di 28 anni ), possono prendersi una pausa dopo ore di lavoro.
A rendere ancora più interessante la visita ci pensano "Davide Bolcioni" e "Stefano Menti". I due ragazzi, dipendenti di Facebook, ci spiegano inizialmente come sono arrivati in SV e poi ci raccontano come si lavora all' interno di un colosso, il cui nome é sulla bocca di tutti.
A nostro parere, é stato più interessante parlare con loro, e sentire le loro impressioni che la visita "scenica" del campus.


Aggiorniamo il nostro status sul social network e lasciamo Facebook, per andarci a preparare per la serata con i membri dell'associazione SVIEC.
![]() |
| Davanti Facebook, sul retro la vecchia Sun |
lunedì 24 agosto 2015
Berkeley la prima meta
Finalmente si parte, oggi ci dirigiamo verso l'università pubblica di Berkeley.
Il programma prevede alla mattina la visita dei laboratori e dell'acceleratore di particelle e al pomeriggio un talk su MBA a Berkeley e la visita della struttura universitaria.
Il programma prevede alla mattina la visita dei laboratori e dell'acceleratore di particelle e al pomeriggio un talk su MBA a Berkeley e la visita della struttura universitaria.
Appena arrivati ci accoglie Alessandro Ratti, professore e ricercatore di Berkeley con l'hobby di aiutare le startup nella loro avventura.
Ci spiega come funziona il mondo delle startup in America, e di come siano le 3T l'elemento di successo (Team, Team, Team), successivamente ci guida attraverso l'acceleratore, spiegandoci minuziosamente il suo funzionamento.
Vedere l'acceleratore al suo interno, è un esperienza incredibile, sembra di stare su di una navicella spaziale.
Strumenti, passerelle, computer, cavi, monitor ci circondano, non si può non rimanere affascinati.
Ci spiega come funziona il mondo delle startup in America, e di come siano le 3T l'elemento di successo (Team, Team, Team), successivamente ci guida attraverso l'acceleratore, spiegandoci minuziosamente il suo funzionamento.
Vedere l'acceleratore al suo interno, è un esperienza incredibile, sembra di stare su di una navicella spaziale.
Strumenti, passerelle, computer, cavi, monitor ci circondano, non si può non rimanere affascinati.
Finita la visita, mangiamo in una delle "mense" di Berkeley ( scordatevi le nostre mense, qui vi é cibo da ogni parte del mondo, vegetariano e vegan non mancano all'appello) e ci dirigiamo verso l'aula meeting in un padiglione dell 'università.
Qui incontriamo due ragazzi Antonio e Marco che stanno facendo il dottorato e Alessandra Costa, Ingegnere Elettronico di Genova che lavora in Silicon Valley in "Cadence".
I ragazzi ci spiegano in cosa consiste MBA e perché si fa innovazione in California.
Finito il talk, ci fanno vedere l' Inventor Lab, un laboratorio dove gli studenti possono dedicarsi ai loro progetti utilizzando le attrezzature dell'Università. Attrezzature che comprendono stampanti 3d, fresatrici CNC, banco taglio al laser ecc..
Qui incontriamo due ragazzi Antonio e Marco che stanno facendo il dottorato e Alessandra Costa, Ingegnere Elettronico di Genova che lavora in Silicon Valley in "Cadence".
I ragazzi ci spiegano in cosa consiste MBA e perché si fa innovazione in California.
Finito il talk, ci fanno vedere l' Inventor Lab, un laboratorio dove gli studenti possono dedicarsi ai loro progetti utilizzando le attrezzature dell'Università. Attrezzature che comprendono stampanti 3d, fresatrici CNC, banco taglio al laser ecc..
Uao.. Il sogno di ogni ingegnere!!!
Usciti, il primo giorno é terminato e ci prepariamo a tornare in hotel in pullman, domani ci aspetta Stanford e HP.
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Ubicazione:
Berkeley, California, Stati Uniti
mercoledì 19 agosto 2015
Che cosa è il " Silicon Valley Study Tour "
Ci si iscrive, registrandosi al portale http://siliconvalleystudytour.ning.com/ dopo di che, partecipando a conferenze (in diverse città d'Italia ) si discute su un forum in lingua inglese, e in base al proprio CV e all'attività sul forum, si viene selezionati.
Ma non è solo un tour turistico, è anche un opportunità per ampliare i propri orizzonti, per vedere come si lavora, gestisce e come si vive l'azienda nel nuovo continente.
Lo scopo, è quello di creare un ponte tra l'Italia e la Silicon Valley che permetta di importare quello che di positivo vi è in America a livello imprenditoriale e di esportare la nostra intraprendenza, il nostro coraggio e il " Genio Italiano".
Una cosa che in America non manca, e che in Italia invece non abbiamo è il denaro.
Quello che manca in America, sono le idee, buone idee. Ed è qui che vengono chiamati in causa gli italiani.
Noi ci siamo sempre dimostrati un popolo di innovatori ( Leonardo Da Vinci, Andriano Olivetti, Amadeo Peter Giannini [fondatore Bank of America], ecc), e allora perchè non provarci? Perchè non fondere i loro capitali con le nostre idee?
Questo è l'obbiettivo del tour, spostare la cappa di negatività che vi è tutti i giorni accendendo la tv, la radio, il pc sul nostro paese. Sappiamo che la situazione non è delle migliori, ma non per questo dobbiamo arrenderci e piangerci addosso.
Proviamo ad uscire dalla porta di casa, proviamo a vedere cosa c'è oltre la via dove abitiamo, forse non succederà niente ma potremmo anche fare l'incontro giusto.
In questo blog, Lea, Rubikha ed io vorremmo raccogliere la nostra esperienza, maturata giorno dopo giorno durante il tour.
Quindi teneteci compagnia durante il nostro viaggio.
Vi lasciamo condividendovi un video del Ministero degli affari esteri sul SVST.
Ciao.
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